Atto 04 — L'artista

Da Vilnius
alla forma.

Scultrice, medaglista e pittrice. Nata a Vilnius nel 1942, si diploma con lode all'Accademia di Belle Arti di Varsavia nel 1966. Ha lavorato alla scultura per mezzo secolo, dalla medaglia al monumento, tra Varsavia e Kotuń.

1942 Vilnius · Szczecin · Varsavia

Origini e formazione

Antonina Wysocka-Jonczak nasce a Vilnius nel 1942. Dal 1949 la famiglia vive a Stargard, in Pomerania, dove Antonina segue i primi corsi d'arte.

Frequenta per cinque anni il liceo artistico statale di Szczecin, poi entra al primo tentativo all'Accademia di Belle Arti di Varsavia, alla Facoltà di Scultura. Si diploma con lode nel 1966, nello studio di Marian Wnuk. Già al quinto anno vince un concorso di medaglistica: comincia lì il lavoro sulla medaglia, che resterà uno dei suoi ambiti costanti.

Antonina Wysocka-Jonczak di profilo, da giovane, in un bosco; fotografia in bianco e nero
Ritratto giovanile, in un bosco.
Poetica La Scuola di Varsavia

Il linguaggio

Antonina è tra i rappresentanti della Scuola di Varsavia. Il suo linguaggio è antropocentrico: al centro resta la figura umana, resa per metafora e per sottrazione, togliendo materia fino al segno essenziale.

Lavora la pietra, il legno e il bronzo, dalla medaglia che sta in una mano al monumento; accanto alla scultura dipinge e disegna. Le forme sono poche e non tornano mai uguali: il disco, l'ovoide, il prisma. Le tiene insieme un'idea sola: ogni presenza, anche fissata nel materiale più duro, è già l'inizio del suo trapassare. Da qui il tema della traccia, che percorre tutta l'opera.

Antonina china su tre dischi in bronzo posati su basi, in una foto in bianco e nero
Con tre dischi in bronzo.
1970–1997 Sette paesi

I simposi e le opere pubbliche

Dagli anni Settanta Antonina porta il lavoro all'aperto. Partecipa ai simposi internazionali di scultura, dove si scolpisce la pietra o il legno davanti al pubblico, e realizza più di quindici opere monumentali per parchi e spazi urbani.

Ne restano oggi in sette paesi, dalla Polonia alla Slovenia, dalla Germania all'Italia. Nel 1976 la «Sfera» in rovere entra nel parco di Forma Viva, a Kostanjevica na Krki; alle Biennali d'Auvergne, in Francia, ottiene la medaglia d'oro nel 1989 e il Grand Prix nel 1991.

dal 1990 Kotuń, vicino Siedlce

La casa-laboratorio

Dal 1990 Antonina ha lavorato anche a Kotuń, nella campagna vicino a Siedlce, in una grande casa col giardino affacciato sul bosco. Ha diviso il lavoro tra lo studio di Varsavia e la campagna, dove alcune sculture stavano all'aperto.

Ha esposto in Polonia e all'estero lungo tutto il percorso, dalla prima personale del 1968 in avanti. La collezione principale è oggi al Muzeum di Siedlce; altre sculture sono al Centrum Rzeźby Polskiej di Orońsko e in collezioni private in Europa e negli Stati Uniti.

Antonina appoggiata a una parete in una galleria, con le sue sculture da camera su plinti bianchi sullo sfondo
In una sua mostra personale, tra le sculture da camera.
Dichiarazione d'artista

La mia scultura è un fatto interiore: è qualcosa che giunge dalla profondità dell’anima e cerca di comunicare con l’esterno.

È scultura dei sentimenti, delle emozioni, che voglio rendere e cerco di esprimere in forme pulite e nitide, in immagini simboliche ed evocative. Nelle mie opere cerco di trasformare ciò che accade all’interno, di esternare le sensazioni, i mutamenti, gli stati d’animo — non come miei singoli, personali, ma come essenza, archetipo degli stati d’animo — cercando di realizzare in maniera tattile ciò che invece è metafisico e intangibile: cerco di dare un’immagine reale all’idea astratta.

Antonina Wysocka-Jonczak Dalle sue carte, in italiano
Parole dell'artista

Io sono. Perciò ciò che faccio è la traccia della mia presenza.

Jestem. Więc to, co czynię, jest śladem mojej obecności.

Antonina Wysocka-Jonczak