Serie S.01 — Vocabolario formale

Dyski

I dischi · 1976–1999

Un cerchio di bronzo su un basamento di pietra o di legno: dentro, tutto quello che può accadere a un campo chiuso — germogliare, incrinarsi, aprirsi, attaccare. Fra le serie di Antonina è la più compatta e la più programmatica: nasce sulla carta come un alfabeto di variazioni e diventa una famiglia di bronzi da cavalletto.

Il disco entra nell’opera nel 1976 come attributo del lanciatore — il Dyskobol premiato fra le sculture sportive — e dieci anni dopo si emancipa: non più l’oggetto di un gesto, ma il campo dove il gesto accade.

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Sulla carta

1983–1984

Tra l’ottobre 1983 e il maggio 1984 Antonina riempie quattro fogli con ventidue progetti di disco: quasi tutti impostati come sculture, col basamento tracciato a righello. È il metodo di tutta la sua opera — prima l’alfabeto, poi le lettere — e qui si vede meglio che altrove.

Sotto tredici basamenti scrive il titolo, a matita, in corsivo. E i fogli non restano fogli: Płacz e Oszczep — il pianto e il giavellotto — diventano opere in quello stesso 1983, ottone e bronzo sul mogano, citate dalla critica e registrate nei cataloghi d’epoca. La stagione è la stessa del medaglione per i venticinque anni della TPSP: anche quello, nel novembre del 1983, comincia da tre tondi a matita su un foglietto.

Il ciclo va oltre il podio: ne fanno parte anche Płacz e Oszczep, Nadzieja, Zbliżenie I e II.

I tredici titoli scritti sotto i basamenti
  • przetrwanie sopravvivenza
  • powstanie il sorgere
  • przemijanie caducità
  • pękanie incrinarsi
  • przenikanie compenetrazione
  • atak attacco
  • rozstanie separazione
  • zbliżenie avvicinamento
  • oszczep giavellotto
  • jesień autunno
  • osobisty wzrost crescita personale
  • płacz pianto
  • sen na jawie sogno a occhi aperti