Serie S.06 — Vocabolario formale

Sculture funerarie

Caducità · 1982–2008

Il tema del passaggio attraversa tutta l’opera di Antonina — la nascita, la crescita, la caducità — e a un certo punto scende dal piedistallo per entrare nei cimiteri. Per più di vent’anni disegna sepolture: tavole di progetto con due o tre varianti da sottoporre a chi le chiedeva, e un campionario di rilievi in bronzo da applicare alle lapidi — il volto di Cristo, la Madonna col Bambino, la Madonna Nera di Częstochowa e la Madonna di Ostra Brama, il santuario della Vilnius dove era nata.

Il vocabolario è lo stesso della scultura da museo, e spesso nasce prima sui fogli come ricerca autonoma: il libro di pietra aperto, l’albero con le radici in vista, la goccia, la croce ricavata togliendo materia. E una volta, nel 1982, una di queste commissioni è diventata storia pubblica.

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Il bronzo e la pietra

Le due opere che Antonina firma per Emil Barchański, elencate separatamente nel suo curriculum. Il bronzo si mostra a colori, la pietra in bianco e nero.

La fotografia della lapide è di Stefs (Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0); il bronzo è dell’archivio di famiglia.

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La storia

Varsavia, 1982

Emil Piotr Barchański è uno studente del liceo Rej di Varsavia. Nel febbraio del 1982, due mesi dopo la proclamazione della legge marziale, sedicenne, partecipa con alcuni compagni a un’azione dimostrativa contro il monumento a Feliks Dzierżyński nel centro della città. Viene arrestato. Il 3 giugno 1982, mentre attende di testimoniare al processo, esce verso la Vistola e non torna: il corpo è ritrovato due giorni dopo, alla vigilia del suo diciassettesimo compleanno. È considerato la più giovane vittima della legge marziale in Polonia.

Antonina firma per lui due opere, che il suo curriculum elenca separatamente. Nello stesso 1982 il bronzo «Pamięci Emila B.» — quarantadue centimetri, la memoria affidata a un’iniziale — che il Centrum Rzeźby Polskiej di Orońsko acquisisce già l’anno seguente; e la lapide al cimitero di Bródno: un albero spoglio, piegato dal vento, che si intreccia a una croce dai bracci larghi fino a diventare un’unica figura, con le radici che scendono fra le iscrizioni.

L’albero con le radici non è un motivo isolato: torna più volte nei fogli di studio dell’archivio, accanto al libro di pietra e alla goccia, e in un’altra lapide eseguita passa attraverso le pagine di un libro aperto. Sulla pietra di Bródno l’iscrizione dice che Emil «visse 17 anni, morì di morte tragica». La tomba è nel quadro 46 del cimitero.

Il vocabolario delle sepolture
  • il libro di pietra aperto, con le pagine scolpite
  • l’albero con le radici la figura della lapide di Emil
  • la goccia la lacrima fatta pietra
  • la croce per sottrazione ricavata togliendo materia