La goccia
Lacrime e gocce · una forma in quattro materie
Una punta in alto, un corpo pieno in basso. È una forma ricorrente nel lavoro di Antonina, che la riprende in materiali diversi: la scava nel legno, la incide nel granito, la taglia nel marmo, la modella nella creta e la smalta di rosso.
I titoli la chiamano in due modi, e non sono sinonimi: «łza» è la lacrima, «kropla» la goccia. La prima viene da un occhio, la seconda da un cielo o da una fonte — e le opere si dividono fra le due parole senza che la forma cambi.
La stessa forma, tre materie
Le tre opere che portano la goccia nel titolo e non appartengono ad altre serie: il legno del 1993, il marmo del 1996, la ceramica senza data.
-
Apri la sala → AW.S.0082 Łza poznania
Lacrima della conoscenza1993 · legno · 154 × 40 × 36 cm
collezione privataLa goccia in negativo: due cavità scavate a fondo nel tronco, divise da un diaframma sottile. Premiata a Belluno nel 1993.
-
Apri la scheda → AW.S.0065 Z cyklu „Sacrum”
Dal ciclo Sacrum1993 · bronzo, marmo
collezione privataLa goccia in rilievo, al centro di un disco che si apre a ventaglio e la circonda di raggi. La stessa composizione che due anni dopo verrà scolpita nel granito.
-
Apri la scheda → AW.S.0042 Łza szczęścia
Lacrima della felicità1995 · granito · h 260 cm
Buddusò (Sardegna)La stessa composizione in granito, alta due metri e sessanta, scolpita al simposio di Buddusò. A catalogo sta fra le Pietre da parco: è rimasta dov’è nata.
-
Apri la scheda → AW.S.0023 Kropla życia
Goccia di vita1996 · marmo · due elementi
Muzeum Regionalne, SiedlceDue elementi: una goccia di marmo azzurrino coricata, e sulla sua punta una seconda goccia bianca, in piedi.
-
Apri la scheda → AW.S.0027 Droga
Il cammino1996 · marmo · h 20 cm, ventotto elementi
collezione privataVentotto gocce di marmo, ciascuna di una pietra diversa — bianca, grigia, verde, rosata —, posate a terra: la forma diventa un numero, e il numero un percorso.
-
Apri la scheda → AW.S.0002 Nadzieja
Speranza1999 · rovere nero · h 57 cm, tre elementi
Muzeum Regionalne, SiedlceQui la goccia non è l’opera: è quello che l’opera tiene. Scende nel varco fra le due metà del busto, appuntita in alto e piena all’altezza del petto. A catalogo sta fra i Subiektywny.
-
Apri la scheda → AW.S.0008 Łzy
Lacrimeceramica · sette elementi
Sette elementi di ceramica invetriata di rosso, posati sull’erba di un giardino: la sola volta in cui la goccia sta all’aperto, in gruppo, e alla scala di una persona.
Che cosa fa la forma
Sette volte, e mai lo stesso mestiereLa goccia cambia mestiere a ogni materia. Nel legno è un vuoto: due cavità scavate a fondo, e la forma è l’aria che resta. Nel bronzo e nel granito è un rilievo al centro di un disco raggiato — la stessa composizione, otto anni e due materie di distanza. Nel marmo e nella ceramica sta da sola, senza niente attorno, e allora si moltiplica: due elementi, ventotto, sette.
E una volta sola non è l’opera, ma quello che l’opera contiene: in «Nadzieja», dentro il varco fra le due metà del busto. Due delle sette stanno infatti in altre serie — la pietra di Buddusò fra le Pietre da parco, il busto fra i Subiektywny —, perché lì la goccia è un elemento e non il soggetto. Qui si vedono insieme lo stesso, che è l’unico modo di accorgersi che sono la stessa cosa.
La forma ritorna anche sulla carta, nei fogli di progetto: stele con la goccia incavata, lastre con due gocce in rilievo, blocchi scavati attorno a un nucleo sospeso. È il vocabolario di un decennio.